Iniziamo subito con un po' di dati: è stimato che ad un essere umano siano necessarie con uno stile di vita "normale" circa 2700 kcalorie, in Europa in media ingurgitiamo 3900 kcal al giorno, se oltrepassiamo lo stretto di Gilbilterra la media si abbassa a 2300 Kcal, impressionante direte voi. Aspettate, la cosa più sorprendente è che in media delle 3900 kcal circa 800 finiscono nella spazzatura, con quello che buttiamo via potremo sfamare un bambino.
Causa di questi sprechi è sicuramente la burocazia Nazionale, ma anche mondiale, in quanto le normative impogno certi sprechi (vedi l'annosa questione delle quote latte); ma anche la nostre abitudini quotidiane. Comprare un cibo pre-cotto, surgelato o un prodotto finito e liofilizzato causa un'enorme spreco, basti solo a pensare alle mele scartate perchè "non conformi".
Questo si collega anche al fatto che è sempre minore il tempo dedicato alla cucina, e che mentre una volta si andava tutti i giorni al mercato a fare la spesa e tutto veniva usato limitando lo spreco (soprattutto economico) ora si preferisce prendere il cibo già pronto e quindi gli scarti ci sono a monte e non possiamo recuperare che poco...della serie si stava meglio quando si stava peggio
Questo blog è nato un po' per caso, parlo di tutto e di più dando a certe notizie e fatti una mia personalissima interpretazione, mi piacerebbe sapere quello che ne pensate... Buona lettura
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martedì 18 gennaio 2011
martedì 19 ottobre 2010
Quando l'abito fa il Monaco...
In occasione dell'apertura del "Salone del Gusto" continuiamo a parlare di cibo e sostenibilità. Da numerosi studi emerge come la dieta mediterranea sia un modello da esportare in quanto ottimo per la salute sia nostra che della Terra. La dieta, difatti, prevede un alto consumo di alimenti come frutta e verdura che sono tra i cibi che causano il minor impatto ambientale; ora come ora però anche parlare di frutta e verdura può far rizzare i capelli a più di qualcuno visto come i prezzi dei cereali sono oggetto di speculazione in borsa; inoltre c'è la questione sempre irrisolta degli OGM a dividere il mondo: sembra infatti che senza l'aiuto delle moderne tecnologie e la genetica andando avanti di questo passo sarà impossibile sfamare tutta la popolazione della Terra ciò nonostante però frutta e verdura rimangono gli alimenti più sani ed ecosostenibili.
L'associazione Slow Food attraverso una serie di convegni propone ai visitatori del "Salone del Gusto" degli strumenti per una scelta sempre più critica in fatto di cibo ed alimentazione, quasi una crociata che vuole riabilitare i cibi semplici e le ricette dei nostri nonni che si basavano sui frutti di stagione e su alimenti poco conditi, una ri-scoperta del gusto dal quale trarrà beneficio la nostra salute, ma anche il nostro portafoglio. Nell'ambito di questi convegni il 23 ottobre si terrà in collaborazione con il Ministero della Salute un incontro che porrà l'attenzione sul rapporto qualità del cibo e lunghezza del ricovero ospedaliero, degli studi svolti presso la Regione Piemonte dimostrano come le cose siano inversamente proporzionali e come un'alimentazione di qualità superiore aiuti il degente. Largo quindi ai mercati ortofrutticoli a Km Zero ed agli accordi tra singole ULSS e aziende agricole certificate anche se si incontrano notevoli ostacoli di natura burocratica la strada è percoribile e va percorsa!
Slow Food inoltre pone molta attezione agli imballaggi del cibo, all'importanza di ridurre al minimo lo spreco: già l'UE si sta muovendo vietando l'uso dei sacchetti di plastica per far la spesa e questo è un cambiamento enorme che ridurrà di molto gli sprechi, ma vanno prese in considerazione anche le confezioni dei singoli prodotti come barattoli lattine e cartoni di pasta e sacchetti di patatine e merendine. Passi da gigante in quest'ambito sono stati fatti dai produttori di birra, ecco a voi un po' di dati: negli anni '80 per produrre un litro di birra erano necessari 14 lt d'acqua ora invece ne bastano solamente 4, è stato ridotto il peso delle bottiglie del 50% ed è stato eliminato il 40% di alluminio dalle lattine, inoltre per produrre un ettolitro di birra ora occorrono 7 Kwh contro i 14 di 3o anni fa quindi...
...Buona birra a tutti quindi ma ricordate...la bottiglia buttatela nella campana del vetro!
L'associazione Slow Food attraverso una serie di convegni propone ai visitatori del "Salone del Gusto" degli strumenti per una scelta sempre più critica in fatto di cibo ed alimentazione, quasi una crociata che vuole riabilitare i cibi semplici e le ricette dei nostri nonni che si basavano sui frutti di stagione e su alimenti poco conditi, una ri-scoperta del gusto dal quale trarrà beneficio la nostra salute, ma anche il nostro portafoglio. Nell'ambito di questi convegni il 23 ottobre si terrà in collaborazione con il Ministero della Salute un incontro che porrà l'attenzione sul rapporto qualità del cibo e lunghezza del ricovero ospedaliero, degli studi svolti presso la Regione Piemonte dimostrano come le cose siano inversamente proporzionali e come un'alimentazione di qualità superiore aiuti il degente. Largo quindi ai mercati ortofrutticoli a Km Zero ed agli accordi tra singole ULSS e aziende agricole certificate anche se si incontrano notevoli ostacoli di natura burocratica la strada è percoribile e va percorsa!
Slow Food inoltre pone molta attezione agli imballaggi del cibo, all'importanza di ridurre al minimo lo spreco: già l'UE si sta muovendo vietando l'uso dei sacchetti di plastica per far la spesa e questo è un cambiamento enorme che ridurrà di molto gli sprechi, ma vanno prese in considerazione anche le confezioni dei singoli prodotti come barattoli lattine e cartoni di pasta e sacchetti di patatine e merendine. Passi da gigante in quest'ambito sono stati fatti dai produttori di birra, ecco a voi un po' di dati: negli anni '80 per produrre un litro di birra erano necessari 14 lt d'acqua ora invece ne bastano solamente 4, è stato ridotto il peso delle bottiglie del 50% ed è stato eliminato il 40% di alluminio dalle lattine, inoltre per produrre un ettolitro di birra ora occorrono 7 Kwh contro i 14 di 3o anni fa quindi...
...Buona birra a tutti quindi ma ricordate...la bottiglia buttatela nella campana del vetro!
sabato 16 ottobre 2010
A tutto GAS
G.A.S. ovvero Gruppo di Acquisto Solidale, un modo differente di vivere il mercato, il cibo ed anche il territorio. Come può un piccolo mio gesto produrre degli effetti positivi su questi tre aspetti? Semplice: i GAS creano una rete di consumo a "KM 0" mettendo in contatto aziende del luogo (le quali devono rispettare determinati standard di sostenibilità) ed il consumatore diretto che senza intermediari accede ad un mercato sostenibile attraverso una semplice email nella quale farà il suo ordine di spesa.
Chiaramente non siamo al centro commerciale e nemmeno nel supermarket quindi certe scelte possono essere limitate, sarà difficile poter acquistare tramite il GAS delle fragole a febbraio, ma questo permette anche di conoscere nuovi tipi di frutti e verdure, di variare l'alimentazione in base alla stagione, durante le riunioni o i ritiri della spesa ci si possono scambiare informazioni, ricette o più semplicemente conoscerci.
Certe volte i prezzi potranno essere un po' più elevati, ma si tratta sempre di prodotti genuini biologici e soprattutto sono soldi che rimarranno nel territorio, è il produttore a guadagnarci economicamente ed il consumatore ci guadagna in qualità. Andando sul concreto un kg di mele può essere acquistato pagandolo al massimo 1 €, ed un kg di patate a 0,70 centesimi con il vantaggio di sapere l'azienda produttrice e di poterla addirittura vistitare, potete inoltre trovare anche il sidro a circa 4 E. la bottiglia, così potrete abbinarlo alle gallettes bretoni.
per maggiori informazioni: www.retegas.org
Chiaramente non siamo al centro commerciale e nemmeno nel supermarket quindi certe scelte possono essere limitate, sarà difficile poter acquistare tramite il GAS delle fragole a febbraio, ma questo permette anche di conoscere nuovi tipi di frutti e verdure, di variare l'alimentazione in base alla stagione, durante le riunioni o i ritiri della spesa ci si possono scambiare informazioni, ricette o più semplicemente conoscerci.
Certe volte i prezzi potranno essere un po' più elevati, ma si tratta sempre di prodotti genuini biologici e soprattutto sono soldi che rimarranno nel territorio, è il produttore a guadagnarci economicamente ed il consumatore ci guadagna in qualità. Andando sul concreto un kg di mele può essere acquistato pagandolo al massimo 1 €, ed un kg di patate a 0,70 centesimi con il vantaggio di sapere l'azienda produttrice e di poterla addirittura vistitare, potete inoltre trovare anche il sidro a circa 4 E. la bottiglia, così potrete abbinarlo alle gallettes bretoni.
per maggiori informazioni: www.retegas.org
martedì 12 ottobre 2010
Cibo
Il cibo come vita, il cibo dona vita, energia, il cibo ci denota e ci divide, troppo numerosi gli esempi: vegetariani, vegani, onnivori, allergici, intolleranti, poveri che non possono permettersi una ciotola di riso, OGM, OGM-free, chi_più_ne_ha_ne_metta. Il cibo secondo me è uno stile di vita: mi spiego meglio, alla base della piramide il cibo è la prima necessità, non si bada di certo a quello che si mette sotto i denti, anzi, è già tanto arrivare a metter qualcosa sotto i denti, più in alto si sale, più l'alimentazione è varia ed è possibile scegliere, anzi possiamo pure dire che maggiore è la civilizzazione di una società maggiore è la possibilità di scegliere come alimentarsi. Arriviamo quindi ad una doppia piramide: tante persone che possono scegliere un solo tipo di alimentazione, e poche persone che possono permettersi molti tipi di alimentazione.
Nella ns società il cibo è stile di vita, ma forse in pochi lo sanno, con i ns piccoli gesti quotidiani possiamo influenzare molto più della ns stessa digestione, possiamo, ad esempio, scegliere da chi comprare il cibo, quindi indirettamente a chi dare i ns soldi, possiamo scegliere quanto cibo comprare e di che qualità, possiamo (ognuno nel limite delle proprie possibilità economiche) scegliere la qualità di ciò che mangiamo, ma attenzione dobbiamo sempre tenere a mente un orizzonte a lungo termine. La scarsa qualità del cibo influenzerà di sicuro la nostra salute e ci farà spendere per curarci, comprare frutta o altri alimenti provenienti da Paesi lontani farà ricadere la ns scelta anche sulla produzione dell'inquinamento dovuto al trasporto, allo sfruttamento che potrebbe esserci dietro prezzi ridicoli e anche ad una probabile elusione di controlli qualitativi.
I mercati rioniali che ora ci piace chiamare come "mercati a Km 0" permetto di aver un minor impatto sull'ambiente, permettono di mantere vive quelle imprese locali che rispettano elevati standard di qualità. Con il cibo possiamo influenzare il Mondo molto più di quanto noi stessi crediamo...pensateci la prossima volta che andare al supermercato...
Nella ns società il cibo è stile di vita, ma forse in pochi lo sanno, con i ns piccoli gesti quotidiani possiamo influenzare molto più della ns stessa digestione, possiamo, ad esempio, scegliere da chi comprare il cibo, quindi indirettamente a chi dare i ns soldi, possiamo scegliere quanto cibo comprare e di che qualità, possiamo (ognuno nel limite delle proprie possibilità economiche) scegliere la qualità di ciò che mangiamo, ma attenzione dobbiamo sempre tenere a mente un orizzonte a lungo termine. La scarsa qualità del cibo influenzerà di sicuro la nostra salute e ci farà spendere per curarci, comprare frutta o altri alimenti provenienti da Paesi lontani farà ricadere la ns scelta anche sulla produzione dell'inquinamento dovuto al trasporto, allo sfruttamento che potrebbe esserci dietro prezzi ridicoli e anche ad una probabile elusione di controlli qualitativi.
I mercati rioniali che ora ci piace chiamare come "mercati a Km 0" permetto di aver un minor impatto sull'ambiente, permettono di mantere vive quelle imprese locali che rispettano elevati standard di qualità. Con il cibo possiamo influenzare il Mondo molto più di quanto noi stessi crediamo...pensateci la prossima volta che andare al supermercato...
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